
BREVE ANALISI DEI MANIFESTI ELETTORALI
UNA DIARREA DI IMMAGINI
Caro Direttore,
l’osservazione forzosa delle decine di migliaia di manifesti elettorali che in questi giorni occupano ogni centimetro quadrato dei muri della città mi ha spinto a delle riflessioni sulla qualità estetica e di comunicazione della loro quasi totalità.
Ovviamente,per evidenti ragioni di opportunità,non è mia intenzione nominare nessuno dei candidati,si tratterebbe di una indiretta pubblicità degli stessi a mio avviso non corretta.
Le mie saranno quindi riflessioni di ordine generale basate sulle sensazioni che determinate scelte di rappresentazione mi hanno evocato e che,per la loro oggettività,anche se in maniera sublimale possono evocare nell’osservatore.
Il primo errore di comunicazione lo hanno commesso tutti quei candidati che si sono fatti ritrarre con le braccia conserte.
E’ questo infatti,nel linguaggio del corpo,un segno di chiusura verso il prossimo,di diffidenza,di difesa.
E’,in buona sostanza l’opposto dell’abbraccio che è rappresentato con le braccia allargate e che comunica amicizia,contatto,partecipazione comune.
Ovviamente la scelta di quella immagine non è stata fatta da professionisti della comunicazione,sicuramente è stata decisa o dagli stessi candidati o da persone non addette ai lavori,ma questo se da un lato attenua le colpe della decisione sbagliata dall’altro suona come campanello d’allarme nei confronti di costoro che dimostrano di non sentire trasporto verso il prossimo.
Altro errore è stato fatto da coloro che si sono fatti ritrarre nel mentre parlano.Sono tutti venuti con la bocca aperta che da un punto di vista estetico non è certo un bel vedere.Prestano il fianco a battute fin troppo scontate;ma soprattutto evocano l’immaggine di Mussolini che era solito farsi ritrarre e immortalare nel mentre arringava le folle con le sue cazzate.
E’ in estrema sintesi il messaggio dell’autoritarismo;costoro pensano di incarnare il “verbo” che tradotto letteralmente significa parola.
In questa attuale società forse è questo il messaggio drammaticamente più coerente.
A mio avviso stiamo vivendo un momento storico di restaurazione dell’autoritarismo;oggi il ricoprire una carica qualsiasi,da sindaco a portiere di un condominio determina un rapporto sbilanciato verso gli utenti.Le conquiste di uguaglianza del 68 sono state definitivamente abbattute.Nella mia professione di avvocato percepisco sempre di più questo fenomeno.Le persone non vogliono più vincere le cause,vogliono “appararsi” per non fare “arrabbiare” la controparte potente,che questa sia o il Magistrato o il Sindaco o il Direttore.
Altro errore lo hanno commesso tutti i candidati che si sono fatti fotografare dal basso.Questa tecnica usata per dare slancio alle immagini e alle figure si traduce nel manifesto nella sensazione di essere guardati dall’alto in basso che certamente non è sensazione piacevole per l’osservatore.Crea quello stesso distacco delle braccia conserte e certamente non favorisce quel trasporto verso il candidato e si pone anch’essa nell’ottica dell’autoritarismo di cui prima.
Ci sono poi quelli che non ti guardano in faccia,ma rivolgono lo sguardo verso un orizzonte lontano.Per ironia della sorte ho visto uno di questi manifesti affisso in un posto in cui la linea di fuga dello sguardo del candidato si concludeva in un cassetto dell’immondizia.
Evocano questi manifesti le locandine di films più che un vero e proprio messaggio all’elettore.Si sentono costoro dei novelli “via col vento” o peggio ancora “titanic”.
Il più curioso però è quello di un candidato che ha affisso la sua faccia con la testa”tagliata”.Veramente in questo caso mi sono chiesto quale potesse essere stata la ragione di una tale scelta assolutamente incomprensibile.Al primo che vidi pensai che era stato parzialmente coperto da un altro;ma quando poi li ho ritrovati senza altri di contorno sono rimasto veramente di stucco.Che messaggio in questo caso?
Io di testa ne tengo metà perciò sappiate che potrò fare quello che posso in queste condizioni!
Un altro capitolo a parte lo meritano i colori e gli slogan,e se avrò tempo lo affronteremo prossimamente dopo la tornata elettorale perché quelli sono facilmente riconducibili ai candidati e quindi in questo momento non è opportuno ne corretto evocarli.
Ti saluto con affetto
Giovanni Falci
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