martedì 15 aprile 2008

DI PIETRO PORTA MALE-SCOMPARE IL PSI


LA SCOMPARSA DEL P S I


E bravi Di Pietro e D’Alema ! Ci avete messo 16 anni ma alla fine ce l’avete fatta.
Il Partito Socialista non sarà più in Parlamento a conclusione di una congiura di quelle persone innanzi indicate che però siedono all’opposizione e sono in minoranza.
“Datemi Craxi che ve lo rivolto come un calzino” aveva detto Di Pietro nel 92 dimostrando l’alto concetto di legalità e giustizia cui improntava il suo lavoro di Magistrato. A lui non interessava una notizia criminis su cui indagare,egli cercava una notizia di reato qualsiasi per far quadrare il suo teorema politico-giudiziario.
E per fare questo ovviamente doveva avere un regista dapprima quasi occulto e poi manifestatosi con la candidatura offerta all’ex PM nel suo partito in un collegio blindato:il suo nome è Massimo D’Alema.
Quando non si ha lo spessore politico,culturale e carismatico per raggiungere vertici che non si meritano si deve ricorrere per forza all’inganno,alla congiura.
E’ una storia vecchissima quando il mondo:se il leader non lo si sa affrontare in duello si ricorre al veleno che è il mezzo più subdolo per uccidere:l’arsenico di D’Alema è stata una boccetta di Di Pietro;la vittima il Partito Socialista.
Evidentemente la dose però non era ben calibrata se è vero come è vero che per 16 anni i socialisti benché malati ed intossicati sono rimasti al loro posto in Parlamento.
E’ stata una lenta agonia che ha avuto bisogno di una ulteriore dose di Di Pietro per finire l’avversario. Questa mossa è stata l’adesione al PD di D’Alema del partito Italia dei valori che ha sbarrato la strada ad un possibile accordo dei socialisti in tal senso;un accordo certamente politicamente più logico e corretto che avrebbe garantito una presenza socialista in Parlamento come c’è in tutti i paesi europei.
A chiacchiere Veltroni ha sempre detto che lui si ispira a quei paesi europei riformisti,ha più volte nominato nei suoi interventi i vari leader europei illuminati,ma nei fatti poi si è portato appresso un reazionario giustizialista che sembra più simile a Torquemada che a Zapatero.
Come ha pensato di fare le auspicate riforme insieme a Di Pietro? Forse invece che con Decreti Legge o Legislativi con decreti di citazione a giudizio? Invece che con Leggi con sentenze?
Ecco,la verità è che Veltroni dopo e D’Alema prima ci hanno fatto diventare attraverso Di Pietro dei paesanotti nel quadro politico europeo.
Sicuramente saremo più pittoreschi agli occhi della Comunità Europea esibendo Di Pietro che potrà tornare utile soprattutto in periodo natalizio quando nei presepi occorre inserire lo zampognaro ma che sicuramente sarà inutile per tutto il resto dell’anno quando si deve dibattere e non fare dibattimenti.
Vorrei poi infine fare un’altra considerazione di natura squisitamente scaramantica:Di Pietro porta male! Chiunque è entrato in rotta di collisione con lui ha passato un guaio.
Craxi ha pagato più di tutti,ma anche Berlusconi e Mastella,non appena sono entrati in polemica con l’ex PM hanno passato brutti momenti. Il primo pluriprocessato sempre da innocente,il secondo dimesso da Ministro da una indagine giudiziaria rivelatasi una vera bufalata.
Secondo me di qui a poco l’”innominabile” non sarà più come è stato in campagna elettorale Berlusconi ma proprio Di Pietro e chissà se non assisteremo ad interviste a mezzo busto quando si parlerà di lui per nascondere le mani degli intervistati occupate in altre parti del corpo.
A questo punto non ci resta che aspettare un nuovo partito che per sconfiggere Di Pietro abbia come simbolo un corno rosso e una coroncina di agli,diretto come leader da Andreotti per i noti problemi di scoliosi. Giovanni Falci

LA TELEVISIONE NUOVA AGORA'










LA CAMPAGNA ELETTORALE


La tornata elettorale che si è conclusa è stata la più antidemocratica che si è avuta da Mussolini in poi. Essa è stata infatti preceduta da una campagna elettorale assolutamente sbilanciata che ha privilegiato solo e soltanto quei due partiti che sulla carta si sarebbero divisi la maggioranza dei voti degli italiani.
Questo sicuramente non è giusto ed introduce un concetto di totalitarismo che è l’antitesi della vera democrazia.
L’isonomia è un termine usato dagli antichi greci che per primi si posero il problema di definire ed attuare la democrazia; essa non significa né che tutti sono uguali davanti alla legge,né che la legge è uguale per tutti;ma solo che tutti hanno pari diritto all’attività politica che,nella polis greca,era prevalentemente un’attività dialogica.
Isonomia significa dunque prevalentemente libertà di parola.
I greci definivano perciò gli schiavi e i barbari aneu logou e cioè privi della facoltà di parola,volevano cioè dire che costoro si trovavano in una condizione in cui non era possibile parlare liberamente.
I due esponenti dei partiti più grandi oggi hanno di fatto ridotto gli altri competitori politici in condizione di schiavitù e li hanno considerati barbari privandoli del diritto di parola che ora si esercita prevalentemente in televisione.
Ne è venuta fuori una competizione apolitica. L’idea che politica e libertà siano correlate e che la tirannide sia la peggiore tra tutte le forme di governo percorre come un filo rosso il pensiero e l’agire dell’umanità europea fino ai giorni nostri. Solo i regimi totalitari e le relative ideologie hanno osato recidere quel filo;oggi l’aspetto nuovo e inquietante di questa iniziativa antiliberale è che la libertà degli uomini debba essere sacrificata allo sviluppo storico. Prima uno solo e poi in due hanno deciso che dovessero essere solo loro ad interessare gli italiani che vanno a votare,hanno pensato di essere un fiume nei confronti del quale ogni interferenza rappresenta un arbitrio che ne ostacola il fluire.
Non può esserci politica con la maiuscola senza libertà di opinione,il diritto di ascoltare le opinioni altrui e di essere ascoltati è una componente inalienabile della libertà politica.
Nella moderna agorà e cioè negli studi televisivi la costante presenza degli altri,la comunicazione tra uguali dovrebbe diventare l’effettivo contenuto dell’essere-liberi.
La libertà di dialogare è la vera forza della politica pulita. Essa è possibile soltanto nella relazione con gli altri; il suo significato è stato sempre complesso e multiforme e già gli antichi vi attribuivano una certa ambiguità. Determinante non è però,oggi come allora che ognuno possa dire ciò che gli pare,ma che solo attraverso il dialogo si può veramente comprendere la realtà.
Nessuno da solo e senza compagni ed interlocutori può comprendere adeguatamente tutto ciò che è obiettivo,in quanto gli si mostra e gli si rivela sempre in una unica prospettiva,conforme alla sua posizione nel mondo. Se egli vuole vedere il mondo così come è “realmente” può farlo solo considerandolo una cosa che è comune a molti che sta tra loro,che li divide e li unisce,che si mostra a ognuno in modo diverso,e dunque diviene comprensibile solo se molti ne parlano insieme e si scambiano e confrontano le loro opinioni e prospettive.
Soltanto nella libertà di dialogare in molti che nella campagna elettorale non c’è stata,il mondo appare quello di cui si parla,nella sua obiettività visibile da ogni lato.
Vivere in un mondo reale e parlarne insieme agli altri sono in fondo una sola cosa.
Ai greci questa competizione elettorale per così dire privata sarebbe apparsa “idiota” perché è mancata di quella pluralità del discorrere.Giovanni Falci