





LA CAMPAGNA ELETTORALE
La tornata elettorale che si è conclusa è stata la più antidemocratica che si è avuta da Mussolini in poi. Essa è stata infatti preceduta da una campagna elettorale assolutamente sbilanciata che ha privilegiato solo e soltanto quei due partiti che sulla carta si sarebbero divisi la maggioranza dei voti degli italiani.
Questo sicuramente non è giusto ed introduce un concetto di totalitarismo che è l’antitesi della vera democrazia.
L’isonomia è un termine usato dagli antichi greci che per primi si posero il problema di definire ed attuare la democrazia; essa non significa né che tutti sono uguali davanti alla legge,né che la legge è uguale per tutti;ma solo che tutti hanno pari diritto all’attività politica che,nella polis greca,era prevalentemente un’attività dialogica.
Isonomia significa dunque prevalentemente libertà di parola.
I greci definivano perciò gli schiavi e i barbari aneu logou e cioè privi della facoltà di parola,volevano cioè dire che costoro si trovavano in una condizione in cui non era possibile parlare liberamente.
I due esponenti dei partiti più grandi oggi hanno di fatto ridotto gli altri competitori politici in condizione di schiavitù e li hanno considerati barbari privandoli del diritto di parola che ora si esercita prevalentemente in televisione.
Ne è venuta fuori una competizione apolitica. L’idea che politica e libertà siano correlate e che la tirannide sia la peggiore tra tutte le forme di governo percorre come un filo rosso il pensiero e l’agire dell’umanità europea fino ai giorni nostri. Solo i regimi totalitari e le relative ideologie hanno osato recidere quel filo;oggi l’aspetto nuovo e inquietante di questa iniziativa antiliberale è che la libertà degli uomini debba essere sacrificata allo sviluppo storico. Prima uno solo e poi in due hanno deciso che dovessero essere solo loro ad interessare gli italiani che vanno a votare,hanno pensato di essere un fiume nei confronti del quale ogni interferenza rappresenta un arbitrio che ne ostacola il fluire.
Non può esserci politica con la maiuscola senza libertà di opinione,il diritto di ascoltare le opinioni altrui e di essere ascoltati è una componente inalienabile della libertà politica.
Nella moderna agorà e cioè negli studi televisivi la costante presenza degli altri,la comunicazione tra uguali dovrebbe diventare l’effettivo contenuto dell’essere-liberi.
La libertà di dialogare è la vera forza della politica pulita. Essa è possibile soltanto nella relazione con gli altri; il suo significato è stato sempre complesso e multiforme e già gli antichi vi attribuivano una certa ambiguità. Determinante non è però,oggi come allora che ognuno possa dire ciò che gli pare,ma che solo attraverso il dialogo si può veramente comprendere la realtà.
Nessuno da solo e senza compagni ed interlocutori può comprendere adeguatamente tutto ciò che è obiettivo,in quanto gli si mostra e gli si rivela sempre in una unica prospettiva,conforme alla sua posizione nel mondo. Se egli vuole vedere il mondo così come è “realmente” può farlo solo considerandolo una cosa che è comune a molti che sta tra loro,che li divide e li unisce,che si mostra a ognuno in modo diverso,e dunque diviene comprensibile solo se molti ne parlano insieme e si scambiano e confrontano le loro opinioni e prospettive.
Soltanto nella libertà di dialogare in molti che nella campagna elettorale non c’è stata,il mondo appare quello di cui si parla,nella sua obiettività visibile da ogni lato.
Vivere in un mondo reale e parlarne insieme agli altri sono in fondo una sola cosa.
Ai greci questa competizione elettorale per così dire privata sarebbe apparsa “idiota” perché è mancata di quella pluralità del discorrere.Giovanni Falci
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