martedì 11 dicembre 2007

La Costituente Socialista


La sera del 22 settembre,presso l’aula consiliare di Vallo della Lucania,si è tenuto un interessantissimo incontro sul tema “verso la costituente socialista” che mi ha dato spunto per una serie di riflessioni sulle ragioni di validità di un tale movimento.
Io ritengo che la nascita di questa nuova e vecchia insieme entità politica sia un vero e proprio atto di RIVOLTA.
Che cosa è infatti un uomo in rivolta se non un uomo che dice di no ma che,se rifiuta tuttavia non rinuncia? Ed è proprio quello che i socialisti stanno facendo:dire no al Partito Democratico ma tuttavia non rinunciare ad avere un ruolo fondamentale nel panorama politico nazionale ed europeo che è quello,come ha giustamente detto Carmelo Conte,di direzione della sinistra.
Parliamoci chiaro,negli ultimi 15 anni il partito,o meglio,i partiti socialisti hanno ricevuto solo ordini da parte di quella sinistra uscita indenne da tangentopoli ed ora hanno ritenuto inaccettabile il nuovo comando di aderire a questo nuovo soggetto politico del PD. Si chiaro però che questa rivolta non va confusa con il risentimento;la rivolta è certamente positiva mentre il risentimento è un concetto negativo;il risentimento è definito bene da Scheler come una autointossicazione,la secrezione nefasta in vaso chiuso,di una impotenza prolungata;al contrario la rivolta infrange il vaso e lo aiuta a traboccare. Dal risentimento nasce l’invidia per ciò che non si ha mentre i socialisti con la rivolta della costituente difendono ciò che essi hanno;il risentimento è sempre risentimento contro se stessi mentre i socialisti rifiutano di farsi toccare in quello che loro sono.
Ma quale è il contenuto di questo no?
Significa per esempio,”le cose hanno durato troppo”,”fin qui sì,ma al di là no”,”vai troppo in là”,e anche “c’è un limite oltre il quale non andrai”.
Insomma questo no afferma l’esistenza di una frontiera.
I socialisti hanno l’impressione che l’altro (PD) esageri,che estenda il suo diritto al di là di un confine oltre il quale un altro un diritto gli fa fronte e lo limita. E questo diritto è per i socialisti quella laicità riformista seriamente compromessa dal PD.
Non esiste rivolta senza la sensazione di avere in qualche modo e da qualche parte ragione. Ed è appunto per questo che i socialisti con la costituente dicono ad un tempo di sì e di no. Essi affermano insieme alla frontiera tutto ciò che vogliono preservare al di qua della frontiera;dimostrano con caparbietà che c’è in loro qualcosa per cui “vale la pena di ….”,qualche cosa che richiede attenzione.
A me sembra che sia nata una presa di coscienza,la percezione che nella politica ci sia qualcosa con cui potersi identificare;questa identificazione fin qui,negli ultimi 15 anni non era realmente sentita. Tutte le concussioni politiche anteriori a questo moto di rivolta i socialisti le hanno sopportate,hanno portato pazienza,ora finalmente,con l’impazienza comincia al contrario un movimento che può estendersi a tutto ciò che veniva precedentemente accettato.
La costituente inoltre arriva nel momento storico giusto e quindi penso che debba avere successo;la rivolta infatti si esprime nelle società in cui le disuguaglianze sono molto grandi (es regime delle caste indiane) o,al contrario,in quelle ove l’eguaglianza sia assoluta (es certe società primitive); oggi nella nostra società e sistema politico la condizione è proprio quella matura per la rivolta della costituente perché ad un’eguaglianza teorica si contrappone una grande disuguaglianza di fatto. La storia di oggi,con le sue contestazioni ci porta ad affermare che la costituente socialista con quella sua portata di rivolta che ho tentato di dimostrare è la nostra realtà storica,è propria degli uomini avveduti che abbiano coscienza dei propri diritti,essa deve svolgere il compito in ambito politico del “cogito” nell’ambito del pensiero,è la prima ed essenziale evidenza.
Voglio concludere affermando che politicamente aderisco alla costituente socialista,dunque siamo.

Giovanni Falci

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