
L’infelice , volgare e pietoso commento degli ex Magistrati Borrelli e Di Pietro sulla notizia di intestare una strada di Milano all’On.le Bettino Craxi è la chiave di lettura di una esaltazione senza limiti e di una invidia intollerabile.
Che c’entra , anzi se deve comprendere anche Di Pietro , che c’azzecca , aggiungere sotto il nome Bettino Craxi la scritta “latitante”? Forse che sotto corso Galileo Galilei c’è la scritta “pregiudicato” ? oppure a largo Pisacane la scritta “eversivo” ? oppure a piazza Dante la scritta “ esule” ? e l’elenco potrebbe continuare a lungo , passando da Gesù Cristo per Caravaggio fino a Gramsci e Garibaldi ed altri ancora.
Le affermazioni del duo di “mani pulite” sono un chiaro esempio di moralismo e , come dice Oscar Wilde “il moralista , di solito , è un ipocrita”.
Costoro infatti , i moralisti e quindi il nostro duo , pretendono che gli altri si conformino alle loro opinioni e cercano di ottenere tale risultato con la coercizione , impiegando mezzi che spaziano dalla disapprovazione sociale al controllo legale , che spesso è la loro alternativa preferita.
La cosa però più singolare che ho colto nelle precedenti dichiarazioni è l’arroganza di volersi ritagliare un ruolo che non compete loro e cioè quello dello storico.
In quel delirio tipico di alcuni uomini che hanno deciso di dover e poter giudicare i propri simili , essi sono convinti di poter esprimere anche giudizi storici senza rendersi conto di non avere l’attrezzatura culturale per tale compito.
Caro Borrelli e caro Di Pietro , una cosa è giudicare un caso giudiziario , racchiuso in un fascicolo processuale e altro è esprimere giudizi storici.
Senza dilungarci sulla differenza tra la scuola empiristica e quella filosofica della storia , qui basta riflettere sul come un fatto oggettivo diventi storico a differenza di altri fatti uguali ; per intenderci a mo’ di esempio il fatto oggettivo di passare il Rubicone è avvenuto milioni di volte , ma quella volta di Cesare è divenuto fatto storico.
Allora esaminando il processo che tramuta un semplice fatto del passato in un fatto storico ci accorgeremo subito che la condanna in Tribunale di Bettino Craxi o la sua latitanza ritorneranno ben presto nel limbo dei fatti del passato privi di rilevanza storica a differenza di tutto il suo operato politico che invece è candidato al ristretto club dei fatti storici.
Questo sarà possibile grazie alla concezione più moderna di storia che è quella di Benedetto Croce che afferma che ogni storia è “storia contemporanea” ; egli cioè ha voluto dire che la storia consiste essenzialmente nel guardare il passato con gli occhi del presente e alla luce dei problemi del presente e l’attività dello storico non è catalogare , ma dare giudizi sui fatti.
E’ solo grazie a questo modo di concepire la storia che possiamo oggi valutare positivamente un Dante Alighieri a prescindere dalla sua condanna all’esilio.
Vedete cari Borrelli e Di Pietro mi dispiace per voi ma siete destinati ad essere dimenticati come quei giudici che neanche ci fanno studiare a scuola che hanno condannato grandi personalità del passato che sono personaggi storici a tutti gli effetti ; rassegnatevi ! il latitante Bettino Craxi per la storia dell’Italia è più importante di voi.
Ora mi auguro , ma non ne sono certo , che questo modo di commentare l’intitolazione di una strada a Craxi da parte del duo in questione , non sia un sintomo di una invidia repressa : quella reazione è nata nel loro animo dalla consapevolezza della loro limitatezza , essi sanno inconsciamente di non avere le capacità di Bettino Craxi con o senza condanna ; purtroppo però , anziché rimanere nel loro stato di inferiorità , riconoscendo con umiltà le loro reali forze inferiori , si abbandonano alla detestazione e allo scontento.
La vera accusa a Craxi che Borrelli e Di Pietro confessano con le loro dichiarazioni di oggi è quella di aver avuto un ingegno superiore al comune : la più grave colpa agli occhi dei mediocri.
Invece che un confronto chiaro e netto ( il mediocre sa che soccomberebbe ) i due ex magistrati con la loro dichiarazione hanno adottato il sistema della sottile erosione della dignità di Craxi , l’uso ipocrita del giudizio , la coalizione con altri mediocri , la frenetica ricerca di ogni occasione per far cadere chi è superiore per intelligenza , umanità o capacità.
Nel nostro caso poi la miscela di invidia e superbia che alberga in Borrelli e Di Pietro rende le loro esternazioni veramente deliranti .
Entrambi si sentono come quel gallo di Eliot che “pensa che il sole sorga per sentirlo cantare” ; entrambi sembrano dei pavoni che allargano la bella ruota ma poi emettono un suono stridulo e fastidioso e quindi non si accorgono dell’ironia che suscitano rendendosi patetici e ridicoli. E sì proprio così , nonostante i miei sforzi per cercare una ragione quanto più logica per comprendere il perché dei comportamenti e delle uscite di Di Pietro e il suo “pensiero” , alla fine devo essergli grato perché mi fa tanto,ma proprio tanto ridere.
Giovanni Falci
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