mercoledì 30 dicembre 2009

IN DIFESA DI FILIZOLA 2


In difesa di Filizola 2

Come accennavo nel mio precedente articolo , il “processo politico” di Daniele Filizola , è formato da “capi d’accusa” ben specifici mossi , alle spalle , nei suoi confronti dagli avversari :
disprezzo per i cittadini , manipolazione di denaro pubblico utilizzato per opere non produttive , “intrallazzi” con imprenditori e amministratori , uso “illecito” di società municipalizzate , distruzione paesaggistica e urbanistica di Torraca , responsabilità dell’abbandono “selvaggio” delle campagne , e infine , oltre a tutto il resto , distribuzione borbonica di cariche ed incarichi ad adulatori.
Tutto falso , tutto non attribuibile al sindaco Filizola.
Quel capo di accusa è l’elenco “morale” dei reati commessi da tutti coloro che hanno governato l’Italia negli ultimi 15 anni e quindi non può rappresentare una “colpa” del solo sindaco di Torraca.
Chi lo accusa avrebbe fatto altrettanto , allineandosi al sistema in vigore.
Perciò insisto nel contestualizzare l’accusa negli “ultimi 15 anni” , perché è appunto negli ultimi 15 anni che un modo di governare non solo tipico ma , direi naturale , di tutta la storia italiana dall’unità in poi , si è configurato come un reato o come una serie di reati .
La colpevolezza dei potenti amministratori della c.d. seconda repubblica non consiste nella loro immoralità (se e quando c’è) , ma consiste in un errore di interpretazione politica che sta avendo conseguenze disastrose nella vita del nostro paese.
Filizola è innocente perché ha agito nel rispetto e nel vigore della Legge , egli è quindi nella legalità anche se poi è dubbio che sia nella giustizia.
Se hanno cambiato la Legge elettorale del Sindaco , se hanno ampliato a dismisura i poteri di questa carica , non è mica colpa di Daniele Filizola.
Bisogna comprendere , una volta per tutte , che è finita l’epoca millenaria di un “certo” potere ed è cominciata l’epoca di un certo “altro” potere.
Quello attuale si fonda su una massa ignorante (e lo dico col più grande amore per questa massa ) e una oligarchia di volgari demagoghi dalla fame insaziabile , e questa miscela non può costituire un partito con un’anima.
Quando con “mani pulite” si sono fatti fuori i politici di una volta non si è voluto raggiungere il risultato di infrangere il malcostume del passato , si è dato invece “continuità” e si è rafforzato il malcostume e il malgoverno ; consentendo con Leggi un certo modo di governare e amministrare si è costituita una serie di reati-non reato in quanto consustanziali alla realtà del paese e , quindi ( come quelli mussoliniani ) perpetrati in fondo nel suo ambito e con il suo consenso .
Oggi si governa un popolo storicamente incapace di dissentire : esattamente come durante il ventennio fascista , come durante l’Ottocento pontificio o borbonico e addirittura come durante i secoli feudali.
La nuova classe politica ed amministrativa dovrebbe capire che governare e amministrare bene non significa più governare e amministrare bene in relazione al vecchio potere , bensì in relazione al nuovo potere che però si è costruito una elite di persone.
Andare quindi ad accusare Filizola della realizzazione di una piscina fallimentare oppure di una ristrutturazione del convento delle suore incomprensibile non ha senso perché queste opere si collocano nello stesso contesto del ponte di Messina o della piazza della Libertà di Salerno ( tutte non volute dai più ma realizzate dai meno ) . Esse non perseguono alcun interesse della collettività , o per meglio dire vengono “vendute” come socialmente utili , ma in realtà sono l’espressione di una dilagante ambizione.
Perciò c’è grande godimento nel vedere “processati” questi personaggi assolutamente bipartisan tra cui , nel suo piccolo , trova posto Filizola ; c’è un comprensibile piacere da assaporare nella caduta dell’individuo arrogante che ha messo a repentaglio verità e integrità per farsi strada e guadagnare l’attenzione del pubblico . Un proverbio birmano recita : “chi fa grandi passi lascia grandi spazi”.
D’altra parte l’ambizione è un padrone spietato , e i suoi seguaci dimenticano o ignorano facilmente il buon senso che potrebbe altrimenti salvarli.
Chi ha fretta di diventare famoso o ricco , o entrambe le cose , tende a prendere scorciatoie , e una delle prime cose a soffrire è la verità.
Forse questa dell’ambizione è l’unica vera “accusa” del mio “cliente” Filizola che mette in crisi la mia difesa ; certo so bene che spesso l’ambizione è madre di virtù , ma quando questa ambizione positiva diventa avidità allora le cose si mettono male.
E allora io penso che ci sono persone che dicono di “voler essere il sindaco” e altre invece di “voler amministrare il paese” ; le prime desiderano essere additate ai cocktail party , le seconde sono pronte a lunghe ed estenuanti riunioni con tutti i cittadini della sua comunità ; le prime cercano uno status , le seconde desiderano un processo ; le prime vogliono essere , le seconde vogliono fare.
Mettete voi Filizola in una di queste due categorie.
Credo quindi che Filizola vada assolto perché comunque rischia , come diceva Tacito : “ chi punta ai vertici del comando non ha alternative tra il massimo successo e la completa rovina”.
Giovanni Falci

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