venerdì 17 luglio 2009

GLI AVVOCATI "IMPARINO" DAI MAGISTRATI




GLI AVVOCATI IMPARINO DAI MAGISTRATI


Per una di quelle ironie della sorte il 22 dicembre del 2002 il Procuratore della Repubblica di Salerno,il Dott. Apicella,veniva fotografato “mentre si recava personalmente a Napoli con il Sostituto Dott. Spiezia a portare il fascicolo processuale dell’indagine su alcuni avvocati di Salerno agli arresti domiciliari” e il 22 dicembre 2008 lo stesso Procuratore della Repubblica sarà sentito dal CSM in ordine al suo trasferimento per incompatibilità ambientale.
Il Dott. Apicella cioè è “accusato” di non essere gradito,se ne deve andare in poche parole.
Ora a me la vicenda personale del Dott. Apicella mi è assolutamente indifferente,non sento nessuna incompatibilità con lui;se dovessi votare per il provvedimento da adottarsi voterei scheda bianca.
Non posso però non notare che Il Procuratore è un uomo fortunato:egli ha avuto la solidarietà dei suoi colleghi,per lo meno quelli del Distretto di appartenenza,che hanno rilasciato alla stampa dichiarazioni di stima ed affetto anche senza conoscere i fatti.
Gli avvocati del 2002 invece furono letteralmente trucidati sulla stampa dai loro stessi colleghi.
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati,convocando conferenze stampe “condannò” i propri colleghi iscritti all’Albo prima ancora degli stessi Giudici del processo che,ancora oggi,non hanno condannato gran parte di quegli imputati.
Imparate allora Ordine degli Avvocati di Salerno dai Magistrati come ci si comporta.
Cercate di fare vostra la lezione di stile cui assistete.
Che poi,oltre che di stile,è anche una lezione giuridica atteso che vige nel nostro ordinamento il principio di non colpevolezza che significa che una persona,fino alla condanna definitiva,va presunta innocente.
Vedete Onorevole Presidente e Consiglieri il problema è soprattutto di evitare il giudizio;il castigo senza giudizio è sopportabile,e d’altronde ha un nome che garantisce la nostra innocenza:sventura. Invece si tratta di sfuggire al giudizio,di evitare di essere giudicati senza che venga mai pronunciata la sentenza.
Voi con i vostri colleghi siete stati pronti a giudicarli come a fornicare. Con questa differenza che nel giudicarli in piazza,in pubblico,sui giornali, non c’è il timore di non riuscire.
Chi accetta una legge non teme il giudizio che lo ristabilisce entro un ordine in cui crede. Ma il più grande tormento umano è quello di essere giudicati senza legge come avete fatto voi sui giornali.
Bisogna essere giudici-penitenti solo così si può comprendere veramente e soprattutto giudicare il prossimo.
D’altronde se ci riflettete bene non possiamo affermare con certezza l’innocenza di nessuno mentre possiamo affermare con sicurezza che tutti sono colpevoli;perfino Gesù sapeva di esserlo;i bambini di Giudea massacrati mentre i suoi genitori lo portavano al sicuro,perché erano morti se non per causa sua?
Quando saremo tutti colpevoli ci sarà la democrazia.
La sentenza che uno pronunzia sugli altri finisce col rimbalzargli in faccia,non senza danno.
Giovanni Falci

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