venerdì 17 luglio 2009

TRAVAGLIO E DI PIETRO IN TRANS AGONISTICA



TRAVAGLIO E DI PIETRO IN TRANS AGONISTICA


Le esternazioni di Travaglio e l’avallo e condivisione delle stesse da parte di Di Pietro,mi hanno ingenerato un senso di disagio e disorientamento politico.
Costoro infatti si definiscono di sinistra ed io sono e mi sento di sinistra fin dai tempi del liceo e cioè dal 1968;dovrei pertanto identificarmi teoricamente con queste due persone che dovrebbero strare,per così dire,dalla mia parte.
E invece mi accorgo che la loro collocazione è solo di facciata ed è legata a scelte puramente opportunistiche perché chi ragiona in quel modo non può condividere i valori e gli ideali di un socialismo inteso come cultura della libertà e della pace.
Travaglio in particolare con le sue due apparizioni da Fazio e da Santoro mi ha dato l’impressione di essere in trans agonistica.
Lo sguardo disorientato,il sorrisetto ironico e maligno,sono segnali fisici come quelli che si vedono sui volti di alcuni atleti nello svolgimento di una competizione sportiva.
Questa situazione porta ad essere poco lucidi e riflessivi,irruenti fuori misura,in una parola porta ad essere fallosi e quindi espulsi con il conseguente danno all’intera squadra costretta a pagare per lo sbaglio di un suo componente.
Ci ricordiamo tutti lo sguardo di Zidane nella finale mondiale dopo la testata a Materazzi:era in trans agonistica fu detto il giorno dopo ed era vero. Fu espulso e la Francia perse il mondiale.
Travaglio è in una condizione simile; la sua competizione consiste nella necessità che sente di fare notizia,di scandalizzare,di apparire a tutti i costi. E nella ricerca di questa “notorietà” fa pressing su tutti e commette falli come quello su Shifani e sul Sindaco di Verona;però dopo due ammonizioni c’è l’esplulsione dal campo di gioco,in televisione no. Ma come caro Travaglio,tu proprio che fai politica con le sentenze dei Giudici,tu proprio che fai morale con le sentenze dei Tribunali,tu proprio tradisci il senso della legalità dimenticando l’art. 27 della costituzione che è così cauto verso il prossimo da affermare che solo dopo una sentenza passata in giudicato dopo i tre gradi di giudizio è lecito parlare di condanna.
Il povero Schifani nella vicenda esposta da Travaglio merita una medaglia invece che il sospetto infido maligno. Un uomo che entra in società con persone allo stato non mafiose e che,dopo la loro accertata mafiosità,non rimane implicato in niente è sicuramente da apprezzare di più di altri che per lo meno non hanno avuto neanche l’occasione del contagio.
Il povero sindaco di Verona che dopo due condanne ha avuto l’annullamento in Cassazione di questa sentenza e deve quindi ancora celebrare il processo di rinvio alla Corte di Appello non è un “condannato”,è un imputato.
Ma il massimo il nostro Travaglio lo ha raggiunto proprio quando a proposito di questo giudizio di rinvio da celebrarsi ancora ha testualmente detto “poi staremo a vedere”. E bravo oltre che giornalista è pure indovino. Vedi caro Travaglio i Giudici condannano o assolvono e non sono più bravi quando condannano invece che assolvere.
E’ talmente brutale l’intervento che ha riguardato Schifani che penso avrebbe fatto inorridire persino un giacobino; Robespierre non avrebbe avuto sulla scorta di quanto riferito da Travaglio gli elementi per “processare” Schifani e penso di aver detto tutto.
Ma noi abbiamo il nostro Robespierre casereccio,Antonio Di Pietro,che nel prendere le difese di Travaglio ha dimostrato di aver superato l’illustre predecessore francese.
Ora il problema si complica perché Travaglio è pur sempre un giornalista che di diritto non è propriamente un esperto,con quello che dice non supererebbe mai gli esami di Diritto Costituzionale,Diritto Penale e Procedura Penale,ma Di Pietro è un ex magistrato,è uno che ha “applicato” le leggi,le ha “studiate”,e allora “dovrebbe” cononoscere i principi generali del Diritto. E invece,contro ogni logica politica,di destra e di sinistra,contro ogni dettato scientifico del diritto,”difende” Travaglio.
Forse è anche lui in trans agonistica,sente che sta perdendo,sente che dopo l’ultimo voltafaccia ad PD il suo destino politico è segnato,tornerà a casa a curare il suo orticello,a zappare e potare,in questa attività per lo meno non si interferisce con il prossimo.
Giovanni Falci

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